“Questa non è la crisi dei rifugiati. Questa è la crisi della struttura post-coloniale nel mondo”.
Così esordisce Dieter Jaenicke, direttore del Centro Europeo per le Arti di Hellerau a Dresda, la struttura che il 21 Marzo 2016 ha ospitato trenta operatori culturali europei per parlare di buone pratiche per accogliere e supportare rifugiati e cittadini europei nel processo di integrazione. Il workshop “RefugeesWelcome” è stato organizzato da Theatron, una rete di istituzioni culturali creata con un progetto europeo finanziato dal programma Cultura 2007-2013 e specializzata in pratiche di coinvolgimento del pubblico, specialmente di nuove fasce di utenti.

Per Atelier Europeo era presente Daiana Bussi, coordinatrice dell’area Cultura di AE: ripercorriamo con lei i tratti salienti del workshop.

Come si è svolta l’iniziativa?

«Il workshop è stato davvero intenso- ha evidenziato Daiana: la mattina abbiamo ascoltato i casi virtuosi di otto teatri e centri d’arte europei in tema ‘integrazione tramite le arti’, e nel pomeriggio abbiamo lavorato in gruppi per condividere le buone pratiche di tutti i partecipanti.

Non sono mancati i momenti di convivialità con i rifugiati di Dresda: una cena multietnica ad Hellerau e la visita al Montagscafé (il caffè del lunedì), la risposta culturale del Teatro Statale di Dresda ai comizi di estrema destra organizzati dal partito Pegida ogni primo giorno della settimana».

Come è stato l’incontro con i rifugiati? 

«Quello che non si conosce può far paura, ho pensato nell’entrare in una sala affollatissima da uomini rifugiati. Di donne ce n’erano poche, solamente tedesche. Sì perché il teatro ha un programma diversificato per uomini, donne e bambini rifugiati, per rispondere alle esigenze di tutti. Fatto sta che il primo senso di disagio viene spazzato via quando mi siedo a uno dei numerosi tavoli equipaggiati con giochi in scatola, dove si parla un mix di tedesco, arabo e inglese, e i bari si sbugiardano con il sorriso».

Altri aspetti significativi?

«Il workshop è stato inoltre occasione per conoscere nuovi potenziali partner e aggiornarsi sui programmi europei – ha proseguito Daiana – prezioso è stato infatti l’incontro, tramite Skype, organizzato da Theatron con Karel Bartak, responsabile di Europa Creativa, il nuovo programma di finanziamento europeo dedicato alla cultura e alle imprese creative. Bartak ha parlato dello speciale bando a supporto dei rifugiati, in scadenza il 28 Aprile. Il tema è senz’altro attuale e interessa la Commissione Europea. La cultura ha la responsabilità di fare la differenza, per questo motivo anche Europa Creativa, come altri programmi di finanziamento europei, ha introdotto questa priorità nei propri bandi.

Le priorità di Europa Creativa? 

«Per quanto riguarda le priorità cardine dei progetti di Cooperazione di Europa Creativa restano salde quelle già richieste nel bando 2015 – specifica Daiana Bussi- lo confermano anche le funzionarie dei CED (Creative Europe Desk) europei. Inoltre, la scorsa settimana ho partecipato al workshop organizzato dal CED tedesco a Berlino. Il segreto per progetti vincenti è puntare a strategie innovative che perseguano queste priorità: mobilità di operatori e opere, aumento/diversificazione del pubblico, digitalizzazione, nuovi modelli di business, formazione degli operatori culturali. Qui la scadenza è ad Ottobre, ma se non avete già relazioni consolidate con almeno due partner europei, meglio puntare alla scadenza 2017».

 

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