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Fiorina si trova a metà del suo progetto di Volontariato Europeo in Spagna e ci parla di come ha trovato questa esperienza finora, dalla ricerca del progetto adatto a lei, al lavoro sul campo che sta svolgendo in questo momento:

“Eccoci qua a metà di questa esperienza di volontariato, per essere precisi al quinto mese su un totale di nove mesi. Da premettere che ho deciso di partecipare con il Corpo Europeo di Solidarietà in un periodo in cui stavo cercando lavoro dopo essermi laureata nella magistrale di Cooperazione internazionale, e tra le varie candidature inviate, rifiuti e ricerche sono venuta a conoscenza del ESC. Tra le varie offerte ho scelto quella che si poteva avvicinare ai miei interessi e al mio background di studi, scegliendo il progetto “Burgos Solidaria y Sostenible”. Inizialmente il progetto doveva iniziare a marzo 2020 ma a causa del covid-19 è stato posticipato e a luglio finalmente ho ricevuto l’ok da parte del tutor spagnolo per iniziare.

Appena arrivata in Burgos, io e gli altri due ragazzi del progetto abbiamo ricevuto una super accoglienza con un viaggio organizzato fuori porta da Amycos per darci modo di conoscere un po’ l’organizzazione, i volontari e il nord della Spagna. Posso dire che da subito lavorare nella principale attività del progetto, ovvero nell’orto ecologico, è stato intenso per via della stagione più produttiva e lavorativa dell’anno. Il lavoro agricolo è un lavoro prettamente manuale ma nello stesso tempo è gratificante e educativo. Tuttavia, è molto importante lavorare sui concetti di consumo e produzione sostenibile in un momento critico della nostra epoca dove le diseguaglianze e i problemi legati al cambiamento climatico sono in aumento. “Sporcarsi le mani” coltivando la terra, osservando il ciclo naturale e il raccolto è qualcosa di così semplice e naturale che  aiuta a sensibilizzare e a educare, e per lo più significativo a piantare radici sociali  e consapevoli nella scelta di mangiare in maniera sostenibile e solidale. Scusate se mi dilungo ma il tema mi tocca molto da vicino, e posso affermare con un mega sorriso che la scelta del progetto e l’esperienza che sto vivendo è la realtà che volevo toccare con mano nel momento in cui scelsi il progetto.

Il Progetto non prevede solo il lavoro manuale ma si lavora con altre organizzazioni sociali, e una di queste è Atalaya Intercultural che ha l’obiettivo di aiutare la popolazione migrante di Burgos. Le attività che svolgo sono principalmente dare una mano nella distribuzione del pranzo in una mensa gestita dalle suore nel centro della città, e dare supporto al dopo scuola con i bambini della scuola primaria. Ho una classe di terzo e quarto anno che gestisco da sola con all’incirca 8 bambini da aiutare.  Con il dopo scuola sto imparando tanto perché ogni bambino ha un livello differente di apprendimento e si lavora tutti insieme e soprattutto i bambini mi aiutano molto nel parlare meglio lo spagnolo correggendo i miei errori, è un perfetto luogo di scambio reciproco.

In questi mesi ho avuto anche modo di partecipare ad alcuni workshops organizzati da Amycos sugli obiettivi di sviluppo sostenibile, come ad esempio sul tema sull’uguaglianza di genere e sul tema della migrazione. Ho avuto anche modo di partecipare ad una presentazione di Amycos all’Università di Burgos e parlare del ESC e della mia esperienza. In più, da poco sto lavorando con un’altra associazione, il Foro Solidario, che si occupa di organizzare differenti iniziative sociali, come ad esempio a partire da questo mese inizierò a tenere un circolo di italiano per persone che già parlano italiano e che vogliono continuare a praticarlo. In breve, si tratta di un apprendimento informale di una lingua straniera attraverso il supporto dei volontari europei.

In generale ho descritto le attività fatte in questi 5 mesi e mi dispiace non aver approfondito altre questioni come ad esempio viaggi, escursioni e  la cerchia di persone che mi circondano. Scrivere non è il mio forte però posso dire con certezza che un articolo non basta e per ora è solo un assaggio di quello che sto vivendo. Per concludere posso affermare che fino ad ora  questa esperienza è iniziata e sta proseguendo molto bene e il progetto scelto è adatto al mio modo di essere e alle mie conoscenze e che nel periodo storico  che stiamo vivendo posso ritenermi molto fortunata ad essere attiva a livello lavorativo nel progetto.”

Fiorina

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