Accoglienza e Affido non sono tra le parole che godano di maggior prestigio e di maggior fascino, in questo momento storico: non sono popolari come quelle della sigla A2A, che fa pensare a due aziende unificate, che portano nelle case dei cittadini energia pulita, fornendo servizi su richiesta, dietro pagamento di una tariffa, nella misura dei consumi decisi dall’utente, sulla base di un contratto che si può sciogliere, se non si è soddisfatti. La parola Accoglienza presuppone invece una disponibilità personale volontaria ad accettare una o più persone, per inserirle in qualche modo e per un certo tempo nel proprio ambiente sociale, familiare, personale, sulla base di una loro richiesta o di un loro bisogno.
La parola Affido indica che la proposta di accogliere non viene di solito dalla persona che ha bisogno di accoglienza, ma da un altro soggetto mediatore e garante, che ha fiducia nella capacità e nel valore della persona che si dichiara disponibile, e nella possibilità che la relazione proposta sia positiva per entrambi gli “ospiti”, e valida, anche per chi propone e incoraggia questa relazione d’aiuto, in nome del bene comune.
Nel caso di un’azienda, si confrontano numeri: da un lato le misure dei servizi offerti, i tempi di erogazione e i relativi prezzi. Nel caso di un affido compaiono sulla scena persone, con la loro complessa umanità, fatta di condizioni sociali, culture, mentalità, sentimenti, pregiudizi positivi o negativi, possibili conflitti passati e futuri, aspettative, capacità e virtù personali.
Il discorso si fa complesso, ma proprio per questo affascinante, più del pagamento di una bolletta della luce e del gas. Basti pensare, giocando sugli acrostici, che accoglienza e affido possono salire più in alto, con l’Adozione, che determina, senza limiti di tempo, la nascita di una nuova famiglia. A pensarci, queste tre prime A ne chiamano in causa altre di maggior valore e tutte costose, ma senza prezzo di mercato: Affetto, Altruismo, Attenzione, Ascolto, Allegria, Autorevolezza, Apprendimento, Abilità, Accordo, Alleanza, Autonomia, Amicizia e in ultima analisi Amore. Ci sono anche altre parole importanti che non cominciano per A, ma che non posso citare per ragioni di spazio.
Tra le P basti citare la Pazienza, tra le B ci sono la Bravura e la Bontà, da non confondersi col cosiddetto buonismo. Mi resta solo un piccolo spazio per due N, a cui tengo molto: riguarda i Nonni e i relativi Nipoti: soggetti che di solito non si citano negli affidamenti e nelle adozioni, ma che un ruolo importante possono averlo, se genitori e figli affidati o adottivi trovano la distanza giusta e i modi appropriati per condividere l’accoglienza, l’affido o l’adozione.
Concludo citando il libretto di una collega, intitolato “Adozione e dintorni. Piccolo diario di una nonna in attesa. Benvenuti. Anch’io farò la mia parte ” CLUEP, Padova, 2003. Non teorizza, ma racconta e riflette intorno all’esperienza che ha vissuto in attesa dell’adozione internazionale di due bambini, fatta da sua figlia e da suo genero. Allarga al lettore i polmoni, aiutandolo a pensare a un prima e a un dopo, per affrontare il presente sempre imprevedibile del reciproco prendersi cura fra adulti e bambini, comunque e dovunque questi siano nati.

Luciano Corradini
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