Il racconto di alcuni ragazzi all’estero grazie a progetti di apprendimento lanciati con Atelier Europeo.

Intercultura,

Da alcuni anni l’associazione Atelier Europeo promuove e sostiene i giovani bresciani nell’apprendimento interculturale attraverso la mobilità. Per fare ciò sono nate proficue collaborazioni nel territorio: il progetto la «Valle dei Segni»grazie alla Comunità Montana di Val Camonica e Cassa Padana e ora il neonato progetto InEurope promosso dalla Cassa Rurale Giudicarie Valsabbia Paganella con le tre rispettive Comunità Montane. Il programma Gioventù in Azione è un programma della Commissione Europea – Direzione Generale Istruzione e Cultura che finanzia i progetti europei di mobilità giovanile attraverso gli scambi culturali, il servizio di volontariato europeo e i corsi brevi di formazione internazionale per chi lavora nel area dell’educazione e animazione giovanile. È il maggior programma pubblico in Italia che offre opportunità di apprendimento non formale a costi quasi nulli e accessibili a tutti i giovani senza discriminazioni o requisiti di accesso. Testimonianze. Abbiamo raccolto le testimonianze di alcuni ragazzi che hanno vissuto o stanno vivendo esperienze di mobilità con il supporto di Ae.

Aspirazioni e collaborazioni,

«É un’avventura per me cominciata in salita,non è stato facile ambientarsi, trovarmi sola. Noi volontari Sve,abbiamo però la fortuna di avere dei tutor, uno nell’ associazione di invio (Italia) e uno in quella d’accoglienza».Sono le parole di Monica, ragazza di 19 anni partita per un progetto di volontariato in Francia in una struttura che accoglie bambini disabili. Giulia invece si trova in Finlandia per un progetto di volontariato: «Lo Sve è un’ esperienza unica, può sembrare banale come aggettivo ma non sai com’è finché non la vivi, durante questa esperienza cresci, cambi la tua visione nei confronti della gente, la tua mente si apre a nuove lingue,tradizioni e culture». E così afferma anche Paola,giovane camuna, partita grazie al progetto Valle dei segni per la Germania: «Penserò al 2017 come l’anno del cambiamento di idee su come affrontare il mio futuro; dopo la maturità, tante confuse idee fino ad arrivare alla scelta dello Sve. Ho preso del tempo per ascoltarmi, per fare nuove esperienze e vedere un po’ come va fuori il mondo e cercare, nel possibile, di capirlo»

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