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Dopo quasi un anno passato a cercare di contenere la pandemia da Coronavirus, i paesi europei si sono ritrovati in questi giorni ad affrontare le questioni relative alle scelte necessarie per avere le risorse e le energie indispensabili per affrontare l’emergenza sanitaria, questioni sulle quali non è più possibile aspettare.
In questi giorni, i capi di Stato e di governo dei 27, superando parzialmente i veti di Polonia e Ungheria, hanno trovato un accordo sul Bilancio pluriennale della Ue e sul Recovery Fund, dando così il via libera al piano da 1.800 miliardi di euro che, lo scorso luglio, l’Unione ha messo sul tavolo per fronteggiare la più gigantesca recessione economica della sua storia causata dalla pandemia di Coronavirus.
Il veto dei due stati era una ritorsione contro il voto, a maggioranza, che ha stabilito la correlazione tra finanziamenti e rispetto dello stato di diritto.
Il meccanismo di tutela dello stato di diritto, rivisto per venire incontro a Budapest e Varsavia, “interpreta giuridicamente” il testo base approvato da Consiglio e Parlamento Europeo e affida a un giudice neutro, come la Corte di Giustizia, la regolazione di eventuali contenziosi.
Ora gli occhi sono puntati proprio sul Parlamento europeo, che dovrà accettare la modifica ‘interpretativa’ del testo base.
Va infine ricordato, che l’argomento della difesa dello stato di diritto, trova il suo fondamento nell’art. 2 del “Trattato sull’Unione europea” (TUE), ed è elemento che non può essere lasciato solo alla libera interpretazione dei singoli governi.
L’articolo citato così recita: “L’Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini”.
Lo Stato di diritto è uno dei valori fondamentali sui quali si basa l’Unione europea.
Per una sua piena attuazione la strada appare però ancora lunga.

Renzo Bortolini, Consigliere Atelier Europeo

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