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Atelier Europeo nasce sette anni fa per iniziativa del Centro Servizi Volontariato di Brescia col supporto di Cisl, Cgil, Forum del Terzo Settore e Cooperativa Koinon, a cui si è aggiunto recentemente il Patronato San Vincenzo di Bergamo. Lo scopo è quello di riuscire a far giungere al Terzo Settore del nostro territorio (e alla miriade di associazioni che lo compongono) almeno una parte delle ingenti risorse economiche che annualmente la Comunità Europea mette a disposizione attraverso appositi bandi.

La domanda sorge spontanea: era proprio necessario? Penso di sì. Fino ad allora queste risorse giungevano a destinazione attraverso società profit (absit iniuria verbis) che in cambio di un compenso (preventivo) scrivevano progetti per vari soggetti (aziende in particolare), che avrebbero poi ricevuto, in caso di vittoria, i finanziamenti previsti. Chiunque abbia frequentato il nostro mondo sa che molte associazioni hanno bellissimi progetti per la cui realizzazione manca “solo” il carburante economico . Quanti sono i soggetti di questo tipo che possono anticipare anche solo qualche migliaio di euro in vista di un risultato che in molti casi non viene conseguito?

D’altra parte la Comunità Europea definisce i propri programmi di durata settennale proprio per dare impulso a quelle attività di carattere sociale, culturale, ambientale che per il Terzo Settore costituiscono un invito a nozze, ma che, stando così le cose, rischiano di finire per aiutare chi ne ha forse meno bisogno.

Atelier è un tentativo di rispondere, pur tra mille difficoltà, a questi bisogni. Atelier chiede idee e proposte che consentano di affrontare la sfida dei progetti europei con la necessaria visione e preparazione, attraverso la dedizione di un gruppo di giovani professionisti che legano ai risultati anche la propria retribuzione. Non è facile, ma attraverso una dotazione iniziale di centomila euro sottoscritta dai soci fondatori, diversi milioni di euro sono arrivati dalla Comunità Europea, a sostegno di progetti di utilità sociale promossi da associazioni, scuole, realtà pubbliche e private. Crediamo sia anche questo il compito  del CSV, che potrebbe limitarsi al proprio ruolo iniziale di erogatore di servizi per le associazioni ma che sempre più, anche in virtù della Riforma del Terzo Settore, è chiamato a svolgere un ruolo politico, nel miglior significato del termine: contribuire con vari strumenti (ed Atelier è uno di questi) a diffondere nella nostra società i valori del Volontariato.

Giovanni Marelli, Presidente Atelier Europeo

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