Se non ci fossero gli anniversari e i centenari, e qualcuno che evoca la vita e l’opera di certe persone memorabili, la nostra conoscenza della storia sarebbe più povera e a noi mancherebbero punti di riferimento per il futuro. Come è successo per l’intero anno dedicato a don Lorenzo Milani, a cura del comitato per il Centenario a lui dedicato, concluso nel 2023, i cui risultati sono ancora in stampa, così il 9 dicembre 2025 nella Sala stampa della Camera dei Deputati è stato ufficialmente presentato il Comitato Centenario Tavazza, istituito in vista dei cento anni dalla nascita di Luciano Tavazza, avvenuta il 16 luglio 1926.
Si tratta di un precursore del volontariato organizzato in Italia, che ha svolto, in questo ambito, un ruolo di ricerca teorica, empirica e pratica, di legittimazione e di pungolo critico, di animazione e di organizzazione ai massimi livelli, anche di tipo politico legislativo.
La presidente del Comitato, Silvia Costa, già parlamentare europea, ha illustrato genesi e obiettivi dell’iniziativa. Invitata dall’Associazione Luciano Tavazza e da alcune personalità, tra cui Emanuele Alecci e Giuseppe Lumia, presenti nel Comitato insieme a Maria Paola Tavazza , una dei sei figli di Luciano, Silvia Costa nel discorso di presentazione del Comitato ha descritto un organismo «già composto da oltre cinquanta persone, ma volutamente aperto a nuove adesioni». L’intento non è solo commemorativo, ma impegnato a ricordare, a studiare e far conoscere la figura di Tavazza, a ripensare e rilanciare il ruolo del volontariato organizzato nel nostro Paese, ad aprirsi a un confronto pubblico sulle politiche del Terzo settore.
Citando un discorso fatto a Palermo che ha definito il volontariato come presidio di democrazia e argine alla cultura della violenza e dell’individualismo, Silvia Costa ha sottolineato quanto questa visione sia vicina al pensiero di Tavazza: «Per lui il volontariato non era carità residuale, ma soggetto politico capace di dialogare alla pari con le istituzioni, di programmare e co-progettare, di contribuire al passaggio dal welfare state alla welfare community». Secondo Nicolò Lipari, per anni autorevole interlocutore giuridico e politico di Tavazza, la sua vita è stata caratterizzata dallo sforzo costante di far intendere la doverosità del gratuito, dove gratuito non significa immotivato, ma “donato”, secondo il titolo del convegno e del volume degli atti edito dalla FIVOL, Roma 2001: “Oltre i diritti, il dono”.
Nel suo intervento, la presidente del neonato Comitato ha ricordato anche le tappe principali della vita di Tavazza: la formazione nell’Azione Cattolica, l’impegno alla guida di associazioni laicali, la fondazione alla fine degli anni Settanta del MoVI, Movimento di Volontariato Italiano, l’esperienza della Fivol, Fondazione italiana del volontariato e il ruolo nelle grandi ricerche che hanno dato al volontariato una base conoscitiva solida.
Una presenza discreta ma determinante, per il contributo da lui dato sia alla legge quadro sul volontariato, 11. 8. 1991 n.266, sia alla legge quadro 8.11.200 n.328 sul sistema integrato di interventi e servizi sociali. Materia che dovrà essere ripensata a partire dai prossimi incontri in convegni già programmati dal Comitato.
In un tempo in cui «la socialità è ibridata dalla dimensione virtuale, crescono isolamento e conflitti e molti giovani faticano a trovare relazioni significative», il volontariato – ha detto – è una straordinaria palestra di empatia e di cittadinanza, «spesso più utile del lettino dello psichiatra».
Luciano Corradini
